Può quest'uomo essere una Mamma?

Può quest'uomo essere una Mamma?

Tratto dal sito www.corriere.it
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Marco Imarisio
Vi invito a leggere (e commentare) il documento che io ed il mio circolo di AN Destra delle Libertà abbiamo presentato al Presidente di Alleanza Nazionale On. Gianfranco Fini sabato 8 marzo all'apertura della campagna elettorale al Palalido di Milano.
Sulle ceneri della Seconda Repubblica nasce Generazione Tuareg, giovani trentenni e quarantenni che guardano al futuro del Paese con la convinzione che assieme si può. Per combattere il valore dello spot televisivo, per combattere l'eredità del '68. Senza ideologie di sorta, con la certezza che il futuro ci appartiene e la convinzione che la piramide gerontocratica deve essere rovesciata
Nella giornata di ieri il Presidente kosovaro Thaci ha annunciato l'indipendenza della regione autonoma del Kosovo dalla Serbia. La decisione, certo non improvvisa, ha creato e creerà forti tensioni nella zona tra chi appoggia la scelta e chi la osteggia.
L'opinione pubblica internazionale resta a guardare mentre le superpotenze prendono atto: gli Usa, che hanno sempre sostenuto la scelta kosovara, danno il beneplacito, assieme a Francia, Regno Unito, Italia (con la responsabile scelta del ministro D'Alema di voler coinvolgere il Parlamento), Germania; di parere contrario la Spagna, la Russia di Putin, filo-serba, che ha richiesto la immediata convocazione del Consiglio di Sicurezza.
Circa un mese fa Silvio Berlusconi ha presenziato ad un incontro dei Circoli giovani di Marcello Dell'Utri. Questo breve pezzo del suo intervento (preso da youtube, montato assieme ad interventi di Travaglio) è significativo!
Faccio parte di una cultura politica che sempre avrà nel cuore gente come Borsellino, Falcone, che lotterà contro la mafia ed i mafiosi, che sarà con i magistrati e contro i politici corrotti e coloro che faranno della politica il sistema per soddisfare la loro sete di potere meschino; ...qualsiasi sia il partito in cui AN confluirà, ...qualsiasi siano gli uomini che ne faranno parte.
Presidente Fini. che cosa sarà il Popolo della libertà, un cartello elettorale o un vero e proprio partito?Che cosa significa affrontare queste elezioni senza il simbolo di An? E' preoccupato?
«Innanzitutto da domani sarò impegnatissimo a spiegare al partito che cosa sta accadendo. Ma non sono preoccupato per due ragioni: le identità dei partiti non sono espresse solo dai simboli - se fosse così si tratterebbe di identità assai deboli - ma dai valori e dai principi di riferimento.
E da questo punto di vista c'è una sostanziale omogeneità soprattutto con Forza Italia. Inoltre già nel '96 e nel 2001 la maggior parte dei deputati e dei senatori vennero eletti con un simbolo che non era né quello di Forza Italia né quello di An. Senza contare il referendum che promuovemmo per l'abolizione della quota proporzionale».
An verrà sciolta?
«AN, dovrà discutere fin dalla direzione di sabato, che sarà allargata a tutti i gruppi parlamentari, della nuova strategia. E se, come mi auguro, ci sarà un via libera, nei primi mesi dell'autunno sarà indetto un congresso per sancire questa decisione e avviare la fase successiva che dovrà portare alla nascita di un vero e proprio partito».
Che cosa farà l'Udc a questo punto?
«Sarebbe davvero grave se gli amici dell'Udc non comprendessero l'importanza di ciò che sta accadendo e non contribuissero a rendere il Popolo della Libertà più forte e credibile nei valori e nella sua capacità di governo».
Qual è la sua previsione?
«Confido nella, lungimiranza di Pier Ferdinando Casini».
Perché concedete alla Lega l'uso del simbolo e all'Udc no?
«La Lega ha una sua specificità legata al fatto che presente solo in alcune aree. Il modello che mi viene facile evocare è il modello tedesco con l'alleanza strategica tra Cdu e Csu».
Dal punto di vista organizzativo che cosa accadrà?
Ci sarà una sede unica? Perderemo sinonimi giornalistici come Via della Scrofa e Via dell'Umiltà?
«Non bisogna avere fretta. L'importante è avere un progetto politico chiaro e vincente. Poi, per dirla con De Gaulle, l'attendenza seguirà. Fermo restando che ritengo importantissimo affinare la macchina organizzativa».
Come si fa ad esorcizzare il rischio di avere un'Armata Brancaleone, con tante sigle che confluiscono insieme?
«ll semplice fatto che ci sia l'impegno di che entra a rimanere nel gruppo parlamentare unico è una garanzia contro i frazionismi. Inoltre dovrà valere la regola delle decisioni a maggioranza».
Spesso in Italia la confluenza di più partiti in un'unica formazione non è riusciuta a produrre la somma delle percentuali. Questa volta che cosa accadrà?
«E' vero quello che lei dice ma qui siamo in presenza di uno scenario diverso perché questa non è una lista ma il progetto di un soggetto politico capace di rappresentare il 40% degli italiani, una accelerazione verso un assetto che se non è bipartitico ci va molto vicino».
Veltroni è impegnato in una difficile operazione: la rimozione del governo Prodi dalla memoria dell'opinione pubblica. Ci riuscirà?
«Veltroni soffre di amnesie gravi. Presentare il suo progetto come una sorta di new deal e come nuovo un partito che ha Prodi come fondatore, come vicepresidente D'Alema e quasi tutti i ministri dell'esecutivo, oltre a Bassolino e Loiero,significa considerare scarsamente intelligenti gli italiani. Diventano ancora meno, credibili quando lo sento dire che bisogna diminuire le tasse».
La preparazione delle liste sarà un primo test per il Pdl. Secondo quale
criterio si procederà?
«Il primo atto sarà la definizione del programma, con un particolare accento sul rilancio dell'economia, sulla legalità e la sicurezza. In parallelo inizieremo a predisporre le liste con una volontà innovativa.
L'obiettivo è presentare liste credibili per qualità, capacità e serietà. Sono convinto che se riusciremo a candidare molti giovani e donne sarà la dimostrazione evidente della volontà di guardare avanti».
Mastella sarà dentro il Pdl?
«Se non fosse per lui saremmo ancora alle prese con il governo Prodi. Inoltre lui già ha come riferimento i valori del Ppe. Bisognerà, però, che ci sia una ulteriore sottolineatura della necessità di rompere i ponti con la sinistra anche in molte amministrazioni locali»
E Storace?
«E' evidente che se Francesco dice che vuole entrare nel Pdl deve sottoscriverne i valori. E lui ha fatto notare giustamente che è uscito da An per non approdare nel Ppe. Non sarebbe comprensibile se Storace facesse parte della coalizione ma non del Pdl e lo facesse in ragione della sua diversità valoriale».
Ad aprile a Roma si voterà con cinque schede diverse e senza più i simboli dei partiti. Non teme il rischio di molti errori materiali da parte degli elettori?
«Sì, anche per questo abbiamo deciso che in tutte le consultazioni ci sarà il simbolo del Pdl».
Chi sarà il candidato sindaco del Centrodestra a Roma?
«Se sull'altro fronte ci sarà Rutelli dobbiamo-essere consapevoli che occorre un Candidato di peso come possono esserlo Frattini e Giorgia Meloni. Ma potrebbe essere anche un altro che non è stato ancora fatto».
La nascita del Pdl rappresenterà perAn uno strappo simile a quello di Fiuggi?
«Siamo solo ai primi passi di percorso. Ma non credo che i due momenti siano paragonabili».
E' interessato a guidare il Pdl?
«Sarebbe stupido parlarne. Di sicuro nessuno rimarrà disoccupato. Ci sarà spazio, gloria e fatica per tutti»
Intervista del presidente di AN al Giornale
di Fabrizio De Feo