
L'apoteosi della demagogia, del populismo becero, della solidarietà finta e dannosa; è questo il disegno di legge sull'immigrazione presentato al Consiglio dei Ministri dal ministro dell'interno e quello della solidarietà, rispettivamente Giuliano Amato e Paolo Ferrero.
(foto www.ansa.it)
L'attuale provvedimento legislativo, la legge Fini-Bossi non è certo la panacea di tutti i mali ma ha contribuito ad arginare il problema della immigrazione clandestina nel Bel Paese. Qualcuno ha però deciso di cambiarlo forse perchè figlio di un ex ministro razzista ed uno fascista. Ma analizziamone i punti salienti.
Dopo la fallimentare introduzione dello "Sponsor" da parte dell'allora provvedimento Turco-Napolitano, il presente disegno di legge prevede una reintroduzione del soggetto; trattasi di un soggetto privato o un ente o associazione che agevolerà l'ingresso dello straniero per lavoro garantendo sul suo sostentamento e rimpatrio. Garantire sul rimpatrio? Una forma di ricatto che potrebbe tramutarsi in una disgrazia per il povero straniero.
Flussi d'ingresso a manica larga, con quote triennali modificabili annualmente: avanti, c'è posto per tutti; manca solo il lavoro.
Permessi di soggiorno di maggiore durata e senza legame col contratto lavorativo. Si potrà ottenere un permesso fino a quattro volte la durata del contratto, mentre per il rinnovo fino a due volte la durata del primo rilascio.
Dopo il licenziamento si potrà rimanere a zonzo fino ad un anno, iscritti ai centri di impiego nell'attesa giunga la chiamata di lavoro.
Con un Fondo Nazionale dei Rimpatri, che non si è ancora capito dove prenderà i soldi, si finanzierà il rimpatrio volontario ed assistito; si chiederà all'immigrato se vuol tornare a casa o rimanere in villeggiatura da noi.
Infine, come se non bastasse, si è deciso la chiusura immediata di alcuni centri di permanenza temporanea (CPT), garantendo l'utilizzo dei restanti solo a chi decide di non farsi identificare o a chi attende l'attuazione del rimpatrio.
La crisi che attanaglia vaste aree sopratutto del Nord Africa e del Vicino Oriente non può essere risolta in questo modo. La solidarietà è un Valore pregnante della nostra società; ma deve essere intelligente, fatta bene. Deve fare i conti con le reali possibilità lavorative, integrative dell'Italia, perchè l'immigrato possa trovare effettivamente lavoro e non finisca a dover delinquere, come molto spesso accade; altrimenti si rischia di non poter aiutare realmente chi ne ha bisogno, danneggiando persino la popolazione locale con la paura di possibili casi di xenofobia.
Inoltre, nel presente ddl non si punta l'attenzione sulla necessità di integrare lo straniero che arriva sul suolo italiano, nel rispetto della legge vigente, amalgamandolo alla nostra gente. Non vorremmo doverci trovare nelle condizioni delle periferie francesi, o a dover avere "i nuovi italiani", come li chiama Livia Turco, che organizzano attentati nel Bel Paese. lo stesso che gli ha concesso permessi di soggiorno, cittadinanza, voto amministrativo e magari la rappresentanza politica, al fianco della sinistra si intende, col nuovo partito degli immigrati. Temo che si stia perdendo la bussola e che la nave finirà alla deriva; ed allora, forse, sarà troppo tardi.








Ritorno a scrivere dopo un paio di settimane di assenza, "giustificata" dalle vacanze pasquali e lo faccio affrontando un tema che questa settimana ha interessato principalmente Milano e forse poco il nostro governo nazionale: la rivolta cinese di Via Paolo Sarpi.



