giovedì, 31 maggio 2007 | in : sex crimes and vatican

In ottobre la BBC, televisione inglese, ha mandato in onda un documentario sugli abusi sessuali di preti pedofili perpetrati in particolare negli Stati Uniti: Sex Crimes and Vatican.

Solo qualche settimana fa ho potuto conoscere l'esistenza di tale documentario, in un Paese dove non manca mica la stampa. Giornalmente quotidiani, riviste, settimanali, bimestrali e mensili per non parlare di radio e televisioni di carattere commerciale e pubblico nonchè locale e nazionale, si affannano ad informarci su qualsiasi notizia. Tutte fuorchè questa.

15 giorni fa ho guardato quel documentario su Youtube; è della durata di tre quarti d'ora circa e mette in evidenza un documento interno della Santa Sede prodotto dall'allora padre Joseph Ratzinger che consiglierebbe di denunciare qualsiasi caso di violenza sessuale su minore, in particolare, da parte di un prete, prima chè alla autorità competente alle gerarchie ecclesiali.

Ora, con non voglio assolutamente entrare in merito alla veridicità del documento ed alla fondatezza del documentario; non voglio commentare la sensatezza di un ordine interno, a patto che realmente esista. Il punto che vorrei affrontare è un altro.

santoro

In serata il programma televisivo "Annozero" condotto da Michele Santoro, giornalista fazioso, arrogante, che poco sopporto, dopo una trafila di permessi e permessini che consentiranno a mamma Rai di mandare in onda quel documentario acquistato dagli inglesi (a caro prezzo vista la partecipazione di Mediaset), ci aiuterà forse a capirne di più.

Poco fa, però, mi sono recato sul sito di Youtube per guardare quel documentario e....badate bene: non c'è più!!! Sparito dall'etere!

E' questa la libertà di informazione? E' Santoro il paladino della TV libera? Che tristezza. 

(foto: http://www.michelesantoro.it/)

mirkoderosa @ 19:14 | commenti (19)(popup) | commenti (19)
martedì, 29 maggio 2007 | in : napoli, rifiuti, riciclaggio, discarica, raccolta differenziata, inceneritori

rifiuti

La quiete dopo la tempesta. Pare che a Napoli e dintorni, tra blitz delle Forze dell'Ordine e provvedimenti urgenti, siano state riaperte diverse discariche, facendo rientrare il problema rifiuti..... almeno per il momento!

Nel week end l'attenzione mediatica si è spostata sulle elezioni amministrative che hanno coinvolto anche diversi comuni campani. La speranza che nei nuovi consigli comunali eletti si possa trovare gente proba ed onesta è l'auspicio che si augura ogni cittadino che si reca alle urne.

rifiuti2

Certo è che fino ad ora i probi e gli onesti hanno latitato mentre si è alimentata la casta dei politicanti che sguazzano nel mondo dell'Antipolitica. Ciò che non è latitato sono i denari pubblici sperperati, con buona pace degli elettori fiduciosi. Solo un dato: oltre 282 milioni di euro in buste paga e consulenze spese tra il '97 ed il 2005 per risolvere il problema dei rifiuti in Campania. E mi pare che il problema sia tutt'altro che risolto.

Eppure non sarebbe difficile procedere verso una sensata politica dei rifiuti: bisognerebbe puntare su di una maggiore sensibilizzazione del cittadino ad una riduzione della produzione del pattume; introdurre una campagna di raccolta differenziata per il riciclaggio ed il riuso, completamente e drammaticamente assenti in moltissime aree campane, del Mezzogiorno d'Italia e di tanta parte del Settentrione.

Quello della produzione e della raccolta è un nodo fondamentale sul quale puntare e sul quale si è in abbondante ritaro. Segue poi il trattamento dei rifiuti, nelle discariche e negli inceneritori, ed i relativi effetti nocivi sull'ambiente e sull'uomo.

Le discariche, prevalentemente l'unico sistema utilizzato, sottraggono spazio all'ambiente, accumulano sostanze pericolose per il suolo ed il sottosuolo, liberano nell'atmosfera biogas e percolato oltrecchè odori sgradevoli; hanno costi bassissimi e guadagni elevati che le rendono un mercato appetibile per le mafie.

Gli inceneritori, sui quali alcuni partiti di sinistra conducono una spietata campagna avversa, sono un rimedio capace di bruciare i rifiuti non riciclabili, generando modeste dosi di energia elettrica da utilizzare; liberano nell'aria piccole quantità di fumi tossico-nocivi che li rendono una soluzione vantaggiosa e desiderata a patto che siano lontani dal proprio giardino.

Nessuno si lamenta però se accanto al proprio giardino il pattume sotterra i cassonetti, bruciando e liberando nell'aria sostanze tossiche. E nessuno si lamenta se accanto al proprio giardino l'ecomafia sotterra illegalmente tonnellate e tonnellate di rifiuti, magari acquistati dal Nord, magari che tra frutta e verdura finiranno sulle nostre tavole; quell'ecomafia che fattura miliardi di euro (una trentina nel 2005); una organizzazione criminosa che se è contraria agli inceneritori ed alla risoluzione del problema mondezza napoletano è solo perchè tra discariche e confusione, tra soldi pubblici e mala politica, chi ci guadagna è sopratutto lei. Ma il nostro giardino sarà salvo ed i soldi per la TARSU soldi spesi bene.  

(foto: www.corriere.it)

 

mirkoderosa @ 10:11 | commenti (18)(popup) | commenti (18)
mercoledì, 23 maggio 2007 | in : giovanni falcone

giovanni falcone

Giovanni Falcone (Palermo - 18 Maggio 1939, Capaci - 23 Maggio 1992)

strage capaci

Ucciso dalla mafia 15 anni fa assieme alla moglie, Francesca Morvillo ed agli uomini della scorta, Rocco Di Cillo, Vito Schifani ed Antonio Montinaro.

Oggi come ieri noi cittadini liberi ci indignamo dinanzi a quel fenomeno terroristico perverso che uccide gente onesta, Nobilissimi Servitori dello Stato.

Giovanni Falcone è un esempio che mai morrà, per la gente proba, per il Paese dei galantuomioni, oggi come ieri. Per sempre. 

mirkoderosa @ 00:40 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
lunedì, 21 maggio 2007 | in : informazione, beppe grillo, marco travaglio, marcello dellutri

Di seguito una lettera inviata da Marco Travaglio a Beppe Grillo tratta dal blog http://www.beppegrillo.it/

La foto di Marcello Dell'Utri è tratta dal sito http://www.marcellodellutri.it/

dell

"Caro Beppe,
vorrei comunicare a tutti gli amici del blog l’ultima notizia scomparsa di una lunga serie. Il 15 maggio 2007 la III Corte d’appello di Milano ha condannato il senatore forzista Marcello Dell’Utri e il boss della mafia di Trapani Vincenzo Virga a 2 anni per ciascuno per tentata estorsione. Nessun giornale, a parte l’Unità e il Corriere della sera, l’ha scritto. Nessun telegiornale o programma televisivo, tranne Annozero, l’ha detto. L’Ansa, onde evitare che qualcuno se ne accorgesse, ha dedicato alla cosa ben sette righe e mezza, sotto questo titolo depistante: “Sponsorizzazioni: confermata in appello condanna Dell’Utri”. Come se il reato fosse la sponsorizzazione. Nel testo, si spiegava (si fa per dire) che l’estorsione riguardava imprecisate “modalità di sponsorizzazione della Pallacanestro Trapani”. Quanto a Virga, l’Ansa “dimenticava” di spiegare che è un boss mafioso, vicinissimo a Provenzano, arrestato dopo lunga latitanza nel 2001 e condannato all’ergastolo per mafia e omicidio.

Riepilogo brevemente i fatti. Nel 1990 il presidente della Pallacanestro Trapani, Vincenzo Garraffa, medico e futuro deputato del Pri, cerca uno sponsor per la sua squadra, neopromossa in serie A2. Publitalia, la concessionaria Fininvest presieduta da Dell’Utri, lo mette in contatto con la Dreher-Heineken. Si firma il contratto: per 1 miliardo e mezzo di lire, i giocatori esibiranno sulle magliette il logo della “Birra Messina”, marchio italiano della multinazionale tedesca. Garraffa paga la provvigione a Publitalia: 170 milioni. Ma due funzionari della concessionaria berlusconiana battono cassa e pretendono da lui altri 530 milioni, in nero. In pratica, Publitalia vuole indietro la metà del valore della sponsorizzazione, ovviamente sottobanco. Garraffa rifiuta e, ai primi del ’92, incontra Dell’Utri a Milano. Gli spiega di non disporre di fondi neri e di non poter pagare senza fattura. Dell’Utri – come denuncerà Garraffa – lo minaccia: “Ci pensi, abbiamo uomini e mezzi per convincerla a pagare”. Garraffa non paga. E, qualche settimana dopo, riceve nell’ospedale di cui è primario una visita indimenticabile: quella del capomafia Vincenzo Virga, scortato da un guardaspalle. Virga è di poche parole: “Sono stato incaricato da Marcello Dell’Utri e da altri amici di vedere come è possibile risolvere il problema di Publitalia”. Garraffa ribatte: “Senza fattura, non intendo pagare”. E Virga: “Capisco, riferirò. Se ci sono novità, la verrò a trovare…”.

L’anno seguente la Pallacanestro Trapani, nonostante i successi sul campo, non trova più uno sponsor. Garraffa s’inventa un’autosponsorizzazione antimafia, ovviamente gratuita, con lo slogan “L’Altra Sicilia”. Che gli porta fortuna: la squadra viene promossa in serie A. Maurizio Costanzo invita lui e i suoi giocatori a parlarne al “Costanzo Show”, su Canale5. Ma poi, all’ultimo momento, cambia idea e disdice l’invito. Garraffa ci vede lo zampino di Dell’Utri. E denuncia tutto ai magistrati di Palermo. Che trasmettono gli atti, per competenza, al Tribunale di Milano. Qui Dell’Utri e Virga vengono condannati per tentata estorsione aggravata a 2 anni a testa. L’altro giorno, la Corte d’appello ha confermato le condanne.
Ora manca soltanto la Cassazione. Dell’Utri intanto è stato condannato definitivamente a 2 anni per false fatture in altre sponsorizzazioni gonfiate e in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Naturalmente, visto il pedigree, rimane a pie’ fermo in Parlamento e viene pubblicamente elogiato per la sua “intelligenza” da diessini dalemiani come Nicola Latorre (niente a che vedere con Pio La Torre, ammazzato dalla mafia) e ossequiosamente intervistato da giornali e tv su tutto lo scibile umano, fuorchè sulle sue condanne.

Come ricorda Daniele Luttazzi nel suo ultimo spettacolo, Daria Bignardi l’ha recentemente invitato alle “Invasioni barbariche” su La7 e ha subito premesso: “Non parliamo dei suoi processi”. Dell’Utri, comprensibilmente, non ha avuto nulla da obiettare. Anzi, ha aggiunto che il suo giornalista preferito è Luca Sofri. Che, guardacaso, è il marito della Bignardi. Ecco, dei processi di Dell’Utri è meglio non parlare mai. Il senatore ha uomini e mezzi per convincere."

Marco Travaglio

mirkoderosa @ 23:55 | commenti (19)(popup) | commenti (19)
domenica, 20 maggio 2007 | in : comico, andrea bocelli, luccelletto

Ascoltate.......è spettacolare

mirkoderosa @ 19:36 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
sabato, 19 maggio 2007 | in : unabomber, cogne, rignano, processi mediatici

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Malgrado il tempo trascorso dalla tragica uccisione del piccolo Samuele Lorenzi, non riuscirei a quantificare neanche grossolanamente il numero di volte che si sia parlato del caso Cogne in una trasmissione televisiva. Vi basti solo pensare che "Porta a Porta", in una puntata televisiva, fece costruire persino un plastico della villetta dei Franzoni.

Ed il caso Unabomber? Quel mostro, ancora in libertà, che poneva delle cariche esplosive negli oggetti più disparati procurando gravi danni fisici alle vittime. Anche di questo ultimo caso la TV ed in parte anche la stampa hanno dedicato intere trasmissioni e fogli di giornale.

Potrei citare ancora le trasmissioni televisive create sui casi Vallettopoli, Bancopoli, Calciopoli, Fotografopoli (con riferimento alle foto di Sircana e Berlusconi) e chi più ne ha più ne metta.

Ahimè, nel palinsesto televisivo delle reti commerciali e pubbliche è ultimamente entrato un drammatico caso: la scuola di Rignano dove si teme che decine di bambini abbiano subito delle violenze sessuali tramate ed organizzate da alcune maestre. In serata, nella trasmissione condotta da Mentana, "Matrix", la scuola degli orrori è il tema con ospiti che vanno da una mamma di una bambina probabilmente abusata, al marito di una maestra indagata, ai legali che si occupano del caso.

La televisione è, come è ovvio, un mezzo potentissimo capace di informare l'intero globo su circostanze accadute in qualsiasi luogo della terra. Dalla positività dell'utilità che se ne trae si potrebbe vedere il rovescio della medaglia ed in particolare si potrebbe discutere delle conseguenze che generano i processi mediatici discussi e dibattuti nel piccolo schermo.

I tempi della giustizia sono, come tristemente noto, lunghissimi; non vorrei che la TV e la opinione pubblica si sostituissero alla funzione del magistrato di turno decretando, anzitempo, la sentenza di condanna o assoluzione per questo o quell'imputato. 

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Non sono personalmente contrario ai processi mediatici, alle trasmissioni monotematiche o ai quotidiani, leggasi principalmente "Libero" ed "il Giornale", che dedicano editoriali e servizi a iosa sui temi succitati; anche perchè basterebbe cambiare canale o non acquistare quel quotidiano. Mi domando solo se sia corretto affrontare argomenti così svisceratamente, condizionando l'opinione pubblica in processi mediatici che non riguardano solo la morale, l'etica di questo o di quel personaggio bensì processi di omicidi, che coinvolgono bambini, casi orribili di pedofilia, eventi che distruggono la vita di soggetti indiziati e magari il giorno dopo assolti.

Mi chiedo quale debba essere il limite del giornalismo professionistico, fin dove è giusto osare e dove è corretto fermarsi, per una questione di rispetto, di correttezza anche e solo nei confronti di chi il processo lo subisce, perchè ne è vittima o carnefice televisivo ed il giorno dopo un innocente giudiziario.  

mirkoderosa @ 00:13 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
martedì, 15 maggio 2007 | in : libri, politici, potere

la casta

Che futuro ha un Paese dove la fame di poltrone ha spinto ad inventare le comunità montane a livello del mare? Dove il Quirinale spende il quadruplo di Buckingham Palace? Dove una "lasagnetta al ragù bianco e scamorza" dello chef del Senato costa la metà di una pastasciutta alla mensa degli spazzini? Dove ci sono partiti nati dalla mutazione genetica di una bottega di cuoio ed ombrelli? Dove conviene fiscalmente regalare soldi a una forza politica piuttosto che ai bambini lebbrosi? Che futuro ha un Paese così?

La politica, quella vera, è il frutto della passione che farebbe discutere ore ed ore di ideologie, dialogare sui progetti e la strada da percorrere, confrontarsi sulle idee. 

La politica è anche la comunanza di soggetti diversi: quelli animati dalla vera passione; quelli che una volta erano animati dalla vera passione e che poi hanno cambiato "percorso"; e quelli che la passione non ce l'hanno mai avuta. Questi ultimi, in compenso, adorano il potere ed il denaro, predicano bene e razzolano male, vorrebbero cambiare tutto perchè tutto rimanga così com'è. Questo equilibrio parlamentare è sempre esistito: cambia solo il peso dei vari soggetti.

Vi invito a leggere il libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, la Casta per rendervi conto degli sprechi, dello sperpero, di come viene convenientemente gestita la cosa ed il denaro pubblico; in maniera trasversale, bipartisan, senza litigi di sorta, senza schieramenti partitici, nel silenzio assordante di chi preferisce interpretare la politica nel modo più ignobile: come casta per uno sparuto numero di eletti.

Credete ci sia oggi un politico, e se si chi, che si distingua dai politicanti e che interpreti al meglio l'arte nobile che è quella della Politica?  

  

mirkoderosa @ 23:39 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
domenica, 13 maggio 2007 | in : festa della mamma, istinto materno

rosa

Non può bastare una sola domenica di maggio a ringraziare ed omaggiare la figura della Mamma.

Mamma è la donna che ti mette al mondo, che si occupa di te, che ti guida nei passi della vita, che ti sorregge fino a quando sarai capace di andare solo e spesso anche oltre. Madre è per tutta la Vita.

A te cara Mamma l'Amore che un figlio non può non darti perchè senza di Te oggi non sarei ciò che sono.

Ed il mio augurio si estenda non solo alla mia ma a tutte quelle donne eccezionali che sono le Mamme; ma non solo: l'augurio anche a tutte quelle donne che non possono godere della maternità, non per scelta evidentemente personale, ma che nutrono quel forte istinto materno che le caratterizza e che le rende, almeno ai miei occhi, Mamme per tutta la Vita.  

mirkoderosa @ 12:24 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
giovedì, 10 maggio 2007 | in : famiglia, dico, omosessualità, incesto

Mons. Bagnasco

Sabato 12 Maggio Roma ospiterà due differenti manifestazioni: quella sulla Famiglia, detta anche Family Day, e relativa contro - manifestazione. Il tema, affrontato evidentemente non in maniera esaustiva, visto le confusioni di parte della pubblica opinione e di certa stampa pretestuosa, vale la pena analizzarlo con estrema razionalità.

L'Art. 29 della nostra Costituzione recita così: "La Repubblica riconosce i diritti della Famiglia come Società Naturale fondata sul Matrimonio". L'Art. 31 recita invece così: "La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della Famiglia e l'adempimento dei compiti relativi (....)".

Vorrei, pena tediare quei pochi lettori che mi seguono, specificare che la Famiglia è: un'aggregazione di individui legati da un rapporto di parentela o affinità o da un generico vincolo comune, anche ideale. Diverso il concetto di Famiglia Naturale, al quale fa riferimento la nostra Costituzione, quella cioè composta da due individui eterosessuali "secondo Natura". Ancora, la Famiglia di fatto è quella composta da una coppia di persone che convivono more uxorio senza aver contratto matrimonio.

Il Matrimonio, appunto: di natura civile o religiosa, è un legame tra individui di sesso differente ed ha come principale finalità quella della procreazione. Lo Stato incentiva e quindi sostiene tale rapporto mediante facilitazioni di ogni sorta.

Esiste, infine, in taluni paesi, il Matrimonio civile di natura omosessuale.

Parto dal presupposto che i Dico non mi piacciono; ritengo si sarebbe dovuto partorire un disegno di legge serio e coraggioso regolando taluni diritti assenti nel codice civile, solo ed esclusivamente per le coppie gay. Avrei escluso le coppie eterosessuali che esigono dallo Stato dei diritti senza assumersi dei sacrosanti doveri. Oggi una coppia etero può scegliere se contrarre Matrimonio religioso oppure contrarre un legame di natura giuridica mediante Matrimonio civile, dinanzi allo Stato, assumendosi diritti e doveri. Senza Matrimonio e senza apparente legame finalizzato alla procreazione non si può poi pretendere dallo Stato diritti nati solo ed esclusivamente per agevolare la procreazione.

Per lo stesso principio ritengo che le coppie di fatto di natura omosessuale debbano ricevere dei doverosi diritti, tipo l'assistenza sanitaria, carceraria, la reversibilità del contratto di locazione piuttosto che forme automatiche di eredità, regolando il rapporto giuridico mediante un vero e proprio contratto. Ciò non garantirebbe però le agevolazioni che la Costituzione garantisce alle Famiglie Naturali, è evidente, dato che non si costituisce una Famiglia Naturale come Madre Natura ha voluto; scusate la ricercata cacofonia.

L'omosessualità esiste, non è una colpa nè un merito: è uno stato, personale, che al pari dell'eterosessualità o della bisessualità va condiviso col o coi proprii partner. Ma attenzione perchè non può ottenere più di ciò che offre: mi riferisco esplicitamente alle adozioni di bambini, alle quali sono assolutamente contrario. Un bambino è frutto di una Famiglia Naturale e deve crescere in una Famiglia Naturale; non si faccia del populismo citando casi di figli orfani, padri violenti e famiglie sfasciate perchè nulla vieta che una coppia omosessuale possa essere violenta in modo almeno analogo.

Concludo lanciando una provocazione: la Chiesa ha ravvisato nel nichilismo sociale la deriva che porterebbe dall'omosessualità all'incesto alla pedofilia. Ciò non vuol dire assolutamente accomunare le tre cose, ben differenti tra di loro, evidentemente. Escludendo l'aberante offesa alla fanciullezza ed all'umanità intera che è la pedofilia, mi chiedo: è se due soggetti maggiorenni e consenzienti legati da vincoli sanguinei chiedessero di poter vivere il loro rapporto incestuoso in maniera libera e regolata?  

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mercoledì, 09 maggio 2007 | in : terrorismo, giornata della memoria, 9 maggio, caruso

Moro

Correva l'anno 1978 e dopo 55 giorni di detenzione moriva, per mano brigatista, Aldo Moro. Era il 9 maggio di 29 anni fa.

Del "caso Moro" non sappiamo ancora tutta la verità, chi ordinò quell'omicidio, perchè non fu salvato Moro per tempo; vorrei ricordare solo un aneddoto curioso: durante una seduta spiritica fatta dall'attuale Presidente del Consiglio in pieno sequesto, Prodi medesimo ricevè in dono l'informazione "Gradoli", come per magia di qualche Spirito Santo. La polizia, che aveva concentrato le ricerche in prossimità della detenzione dello statista, fu indotta a credere che quella spettrale informazione fosse attendibile e avviò le ricerche in provincia di Viterbo in una piccola località dal nome Gradoli, appunto.

Aldo_moro

Aldo Moro fu trovato morto in una vettura in pieno centro di Roma ma si scoprì che in Via Gradoli, sempre in Roma, si trovava uno dei covi dei brigatisti che se per tempo scovato, probabilmente, avrebbe salvato il povero Moro. Della seduta spiritica nessuno parlò più e nessuno si domandò mai di quegli strani super poteri del nostro Presidente del Consiglio.

Il terrorismo di questi ultimi quarant'anni ha mietuto circa duecento vittime e centinaia di feriti (Associazione Italiana Vittime del Terrorismo www.vittimeterrorismo.it). Il Parlamento Italiano ha deciso di dedicare il 9 maggio, Giornata della Memoria in coincidenza con la data della morte di Aldo Moro, a tutte le vittime del terrorismo interno ed internazionale e delle stragi di tale matrice. Il provvedimento, approvato in tutta fretta dal Parlamento, ha segnato ieri una disgustosa pagina dell'ipocrisia di qualche partito e della difficoltà di chiudere i conti con chi, sostituitosi violentemente allo Stato, ha giustiziato, per un interesse quasi sempre perversamente ideologico, Grandi Servitori dello Stato.

Così, a fronte di 420 si, la proposta di legge bipartisan ha trovato l'astensione dei partiti della Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani ed addirittura un no: quello del leader dei no-global Onorevole Francesco Caruso. Lo stesso ha poi dichiarato quanto segue:" ho votato no per il fiume di retorica che ho sentito nel corso del dibattito".

caruso

Al nostro caro Onorevole vorrei chiedere se quelle famiglie spezzate e distrutte dal dolore, quelle vittime innocenti, quei figli rimasti orfani, quelle mogli vedove e quei feriti rimasti invalidi o comunque segnati a vita, sono quel fiume di retorica che tanto lo ha disgustato.

foto: (www.wikipedia.org e www.parlamento.it)

mirkoderosa @ 12:15 | commenti (12)(popup) | commenti (12)